Sfuma il sogno degli indipendentisti di trasformare il Paese in una Norvegia radicale. Ma la febbre separatista infiamma l’Europa e potrebbe allargarsi alla Catalogna o al Nord Irlanda.

Ha vinto la Regina e ha vinto la Sterlina. Hanno perso i ricordi del passato mitico dei clan e le paure del futuro anteriore della globalizzazione. 55,3% a 44,7% il No alla indipendenza della Scozia batte il Si, Edimburgo e le colline del whisky, le isole del tweed, l’industria, il riluttante tennista Murray (alla ultima ora un tweet per il Si) restano uniti a Londra. Perde il pittoresco leader del Partito nazionalista scozzese Alexander Salmond, persuaso che la Scozia senza Londra potesse diventare una Norvegia radicale, via i sommergibili nucleari, via l’esercito. Salmond l’ha fatta troppo facile, l’unione monetaria con Londra, il ritorno nell’Europa e nella Nato dati per scontato, la fuga dei capitali e del lavoro verso il Sud irrise. Ha evocato la memoria dell’economista Smith, ma gli scozzesi hanno applaudito i suoi comizi e poi han fatto esattamente quel che la regina Elisabetta II ha suggerito loro domenica scorsa, uscendo dalla Chiesa in Scozia: “Riflettete”. 

 E riflettendo, pensando alla Grecia, ai guai dell’euro, a un mondo dove i piccoli penano, vedi Ucraina che ha regalato le armi nucleari in cambio di un pezzo di carta di cui ora Mosca si fa beffe, ha deciso che dopotutto, malgrado i 307 anni e gli acciacchi, il Regno Unito è meglio della bandiera solitaria con la croce di Sant’Andrea. 

 Ha vinto il premier conservatore David Cameron, nel suo partito c‘erano deputati pronti in caso di vittoria del Si a fargli la festa e chiederne le dimissioni, ha trionfato il vecchio leone laburista Gordon Brown, che ha ingoiato chilometri, fatica e perso la voce ruggendo per la Gran Bretagna, resurrezione morale e politica. 

 Ma non mettete troppo in fretta in archivio il dossier Scozia. La febbre separatista infiamma l’Europa e vedremo dove adesso alzerà la temperatura se in Catalogna o in Nord Irlanda. Cameron deve mantenere la promessa di una vera devolution, autonomia alla Sud Tirolo per la Scozia. Tutta la politica britannica deve riflettere su un paese spaccato a metà tra i nuovi ricchi della City e i troppi ex operai e impiegati impoveriti a Nord, modello da migliorare e integrare. O il prossimo referendum sarà ben più rancoroso. Ieri Dio ha salvato la Regina e la Regina ha salvato il Regno Unito.